Anno di fondazione: luglio 1989
Riconoscimento personalità giuridica D.M. 19.05.1998
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San Teodoro, in Europa

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Dal 6 all’8 Ottobre 1993 la Commissione Ambientale del Parlamento Europeo riunita a San Teodoro in seduta ordinaria ha dibattuto problemi di vitale importanza

Un evento dal significato estremamente importante

Non capita sovente che una delle Commissioni del Parlamento Europeo tenga seduta ordinaria “esterna”, ossia fuori dalle sue sedi istituzionali.

È capitato quest’anno in ottobre alla Commissione per la Protezione dell’Ambiente, la Sanità Pubblica e la Tutela dei Consumatori che ha scelto San Teodoro per una riunione in trasferta.

Per la cittadina gallurese e per l’intera Sardegna è stato un evento importante: è la prima volta nella storia che la Commissione tiene una seduta di lavoro in Italia e molte città del Continente, tra cui la stessa Venezia, aspiravano ad ospitarla.

La scelta di San Teodoro ha lasciato dunque molti delusi; particolarmente contrariato è parso qualche politico sardo che, sordo alle novità e alla vera democrazia, avrebbe preferito che la riunione della Commissione Ambientale del Parlamento Europeo si tenesse in maniera più “guidata”, possibilmente nell’ambito del proprio collegio elettorale. Sono state perciò attuate vere e proprie forme di pressione e di scoraggiamento al fine di spostare la sede, liberamente scelta a Strasburgo o a Bruxelles, anche a costo di far perdere un’occasione straordinaria all’Italia a favore di altri paesi. Ma Tant’è la stupidità e l’autolesionismo umani sono veramente senza fondo e, in questo campo, la storia (ed anche le nostre sfortune) lo dimostra, i politici sardi non sono certo secondi a nessuno.

Parlare europeo

Ma torniamo al discorso che qui ci interessa: l’incontro del 6-7-8 ottobre ha dimostrato anche ai più scettici che l’Europa è vicina, anzi è già in casa e che dialogare e farsi comprendere da Francesi, Inglesi, Tedeschi, Spagnoli, Portoghesi, Belgi, Olandesi ecc. è qualche volta più semplice e meno faticoso che comprendersi tra sardi. Questo soprattutto se, lasciate da parte riserve e ideologie, si parla tutti il linguaggio dell’intelligenza e della ragione.

Siamo ceti che la visita a San Teodoro della Commissione Ambiente del Consiglio d’Europa abbia giovato a tutti, agli eurodeputati che hanno avuto modo di conoscere dal vivo realtà, problemi e aspetti poco noti, alle popolazioni e agli amministratori locali che hanno potuto constatare che, se lo si vuole, l’Europa è accanto a noi, perché l’Europa siamo tutti noi.

Questi tre giorni di soggiorno teodorino, hanno insomma giovato a far conoscere e apprezzare l’Europa assai più di mille discorsi e dotte conferenze. La Commissione ha infatti non solo discusso e deliberato importanti risoluzioni all’ordine del giorno, ma ha anche costruito quel clima di fiducia e di amicizia che è il cemento della casa comune d’Europa.

La seduta inaugurale

I lavori della seduta “esterna” della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo si sono aperti nella sala convegni dell’Hotel Bungalow il pomeriggio di mercoledì 6 ottobre alle ore 15 sotto la presidenza della signora Ursula Schleicher (Germania), 1st Vice-Chairman Committe on the Environment, Public Health and Consumer Protection, in sostituzione di Ken Collins impossibilitato ad intervenire.

Il Parlamento italiano era rappresentato dall’on. Giuseppe Cerutti, Presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati. Hanno presenziato hai lavori il Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna on. Mario Floris e l’on. Domenico Pili, Presidente della V Commissione del Consiglio Regionale. Sono inoltre intervenuti l’eurodeputato Mario Melis, il consigliere regionale Annico Pau, i sindaci di Olbia Gianpiero Scanu, di Santa Teresa di Gallura Bruno Modesto, di Loiri Porto San Paolo Giovanni Inzaina, di San Teodoro Gavino Costaggiu, di Budoni Elio Casu, di Posada Mario Sanna.

I lavori della Commissione

La Commissione ha affrontato argomenti di estrema importanza. In particolare, la signora Schleicher è intervenuta sulle “Medicine naturali”, M. Delcroix sulla “Farmaceutica postale”, M. amelia Santos ha trattato della “Convenzione sulla protezione e l’utilizzazione dei corsi d’acqua transfrontalieri e dei laghi internazionali”.

Karl-Heinz Florenz si è invece occupato delle “Esportazioni e importazioni di alcuni prodotti chimici pericolosi”, mentro l’eurodeputato Gianfranco Amendola ha presentato una relazione sulla “Condizione e statuto degli animali nella comunità”.

Altri temi affrontati: “Gestione dei crediti e degli strumenti finanziari destinati alla protezione dell’ambiente” (relatore: Rapael Chanteire); “Protezione e conservazione delle specie di uccelli selvaggi nella Comunità” (relatore: Jean-Pierre Raffin); “Convenzione relativa all’elaborazione d’una farmacopea europea” (relatore: José Luis Valverde Lopez).

Un certo spazio è stato infine dedicato a questioni diverse e a problemi operativi. Le sedute, aperte al pubblico, hanno evidenziato l’estremo rigore e la concretezza con cui la Commissione Europea svolge i lavori, concretezza che contrasta non poco con le abitudini amplificatorie del Parlamento Italiano ed anche del Consiglio Regionale Sardo, caratterizzati dai discorsi lunghissimi, defatiganti e non sempre pertinenti.

Parco marino, petroliere, incendi

Gli europarlamentari oltre agli argomenti all’O.d. g. si sono occupati di alcuni  problemi d’impatto ambientale che pur  essendo di valenza generale interessano in particolar modo la Sardegna. Molto preziosa e utile è stata al riguardo l’opera di Gianfranco Amendola che ha recato nella discussione e nelle risoluzioni il contributo determinante della sua formazione e passione ambientalista.

La Commissione ha così votato una risoluzione che impegna gli Stati europei ha costituire un organismo comunitario contro il fronte degli incendi. La creazione di questa “task force” contro il fuoco, renderà possibile, in caso di necessità, l’impiego in Sardegna dei Canadair che operano in Corsica consentendo interventi più tempestivi ed efficaci. Verranno inoltre studiate nuove strategie di prevenzione mettendo a frutto le esperienze comuni.

Di rilevante interesse la risoluzione che mira ad istituire una rete paneuropea di informazioni e una rete di monitoraggio dei boschi, con una banca dati sullo stato delle foreste e dei danni subiti.

La Commissione si è inoltre occupata del rischio degli incendi alle petroliere nelle Bocche di Bonifacio. Al riguardo il Parlamento Europeo è determinato a chiedere l’estensione del divieto alle navi con carichi pericolosi a qualunque nazione esse appartengono. Al momento un accordo, come è noto, regolamenta solo il traffico del naviglio francese e italiano.

Un altro argomento affrontato, sia pure informalmente, dalla Commissione presieduta da Ursula Schleicher è stato quello della costituzione del Parco Marino di Tavolata–Capo Codacavallo. Gli europarlamentari hanno compiuto una visita di sovralluogo in battello nelle acque del futuro parco e ne hanno tratto un’impressione assai favorevole. C’è stato l’impegno di attivare i canali più idonei affinché il Governo italiano dia sollecita attuazione all’istituzione del parco previsto dalla 979/82 in questa vasta area di mare che è tra le più suggestive ed ambientalisticamente rilevanti del Mediterraneo. Tale impegno è stato ribadito anche durante l’incontro di commiato in Comune, incontro che si è svolto in un clima di grande amicizia.

Saprà il Governo nazionale cogliere questo invito che si aggiunge a quello delle popolazioni dei Comuni interessati? Finora da Roma i segnali sono stati a dir poco scoraggianti.

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di Angela Bacciu 03 dicembre, 2015
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