Anno di fondazione: luglio 1989
Riconoscimento personalità giuridica D.M. 19.05.1998
Ministero Università Ricerca Scientifica e Tecnologica

Premio nazionale di narrativa “I delfini del tirreno” per una nuova civiltà del mare

III Edizione (11 settembre 1993)

La Giuria: Dante Della Terza – Harvard University (Presidente), Stefano Giovanardi – Critico letterario di “La Repubblica”, Marziano Guglielminetti – Università di Torino, Giovanni Pirodda – Università di Cagliari, Salvatore Brandanu – Presidente I.Ci.Mar.

Coordinamento: Giovanna Cerina, Università di Cagliari.

Sezione “Editi” – “Naufragio” di Piero Ottone (Ed. Longanesi)

Sezione “Inediti” – “Alle spalle il cancello chiuso” di Giovanni Canu, “Quelli che il mare si porta” di Salvatore Porcu, “Troppo tardi” di Anna Maria Palmas.

Premio per l’editoria – “Sallerio”di Palermo

 

Dal Verbale della Giuria

Piero Ottone

“Naufragio”, Longanesi

Al largo di Casablanca la barca a vela Ciaika IV si imbatte in alcuni aguzzi scoglietti (“charming little rocks” li definisce con ironia premonitrice un interlocutore anglofono) non previsti dalla carta nautica.

Una falla formatasi fra lo scafo e il bullo crea un giustificato stato d’allarme nel passeggero e nel suo compagno che si salvano a nuoto e, per giustificare la loro inerme e sconfortata presenza in terraferma, iniziano una serie di pratiche che coinvolgono la polizia marocchina. Tali pratiche servono a mettere in luce comparativa la prontezza di riflessi del protagonista scrittore e la calibrata diffidenza iniziale della autorità locali che l’incidente coinvolge nella storia a livello folcloristico e di avvincente colore locale.

Si tratta, all’inizio, di un racconto limpido, senza misteri relato in uno stile incisivo e legato alle cose, non sorprendente in una giornalista apprezzato per la lucida trasparenza della sua scrittura e per la sua efficace professionalità.

Ma ecco che, come seguendo l’itinerario narrativo di un romanzo memorabile, “Il ponte di San Luis Rey” di Thorton Wilder, Piero Ottone arricchisce la trama della propria disavventura, vincolandola a meditazioni lancinanti ed approfondite sulla vita e sulla morte, sull’imponderabile interferenza di vocazione e destino sul corso della vita umana esplorata nel suo svolgersi.

Il lettore viene messo di fronte al superamento del “fait divers” nel quale l’autore lo aveva inoltrato con sapienti accorgimenti, come per invitarlo ad una vacanza della mente e del cuore.

Improvvisamente il viaggio si complica, trasformandosi in un’avventura dell’intelligenza, in una coinvolgente meditazione sulla vita e sul mondo.

La sorte dello scrittore è assunta a luogo topico di rispecchiamento della vita e del destino di tutti.

Si tratta di un libro ricco e meritevole dell’attenzione dell’assenso del lettore.

 

I racconti inediti

Giovanni Canu

“Alle spalle il cancello chiuso”

Giovanni Canu, molto attivo in campo letterario in questi ultimi tempi, con “Alle spalle il cancello chiuso” offre una nuova convincente prova delle sue potenzialità di narratore.

Il racconto, ispirato ad un fatto di cronaca, presenta in pagine dense di sofferta umanità il dramma di una ragazza extraeuropea offesa e avvilita dall’insensibilità e dall’arroganza dei “padroni”.

 

Salvatore Porcu

“Quelli che il mare si porta”

Salvatore Porcu autore di “Quelli che il mare si porta”, tesse il suo racconto in un isola geograficamente indeterminata in cui vive una piccola comunità di pescatori.

Il clima sereno, precipita nel dramma allorché il più giovane dei protagonisti abbandona la pesca tradizionale per affidarsi a mezzi più moderni e veloci spingendosi con la barca a motore oltre i confini consueti. Il racconto è avvincente e ben strutturato.

 

Anna Maria Palmas

“Troppo tardi”

“Troppo tardi” della cagliaritana Anna Maria Palmas, è ambientato in una sonnolenta località di mare in cui nell’afa lattiginosa di un’estate senza sole e senza speranze si spegna in una guerra sottile e distruttiva il rapporto di una copia in crisi.

La vicenda narrata in prima persona si snoda “al femminile” lungo un percorso difficile di sogni delusi e di sentimenti feriti. Il linguaggio narrato è efficace e moderno.

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di Angela Bacciu 03 dicembre, 2015
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