Anno di fondazione: luglio 1989
Riconoscimento personalità giuridica D.M. 19.05.1998
Ministero Università Ricerca Scientifica e Tecnologica

Premio nazionale di narrativa “I delfini del tirreno” per una nuova civiltà del mare

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I Edizione (08 settembre 1991)

La giuria: Dante Della Terza – Harvard University (Presidente), Stefano Giovanardi – Critico letterario di “La Repubblica”, Marziano Guglielminetti – Università di Torino, Giovanni Pirodda – Università di Cagliari, Salvatore Brandanu – Presidente I.Ci.Mar.

Coordinamento: Giovanna Cerina, Università di Cagliari.

Sezione “Editi” – “Capri e non più Capri” di Raffaele La Capria (Mondadori Editore) .

Targhe d’argento – Stanislao Nievo, autore di “La Balena Azzurra” (Mondadori) e a Francesco Biamonti con “Vento Largo” (Einaudi).

 

Il giudizio della Giuria (Editi)

Raffaele La Capria

“Capri e non più Capri”

Editrice Mondadori

Raffaele La Capria ha scelto come argomento del suo ultimo libro l’isola di Capri una terra di fascino antico vissuta attraverso il filtro d’una frequentazione costante e d’un intenso amore più forte dell’impatto negativo che ha avuto su di lui il degrado ecologico appassionatamente combattuto e respinto nelle sue sollecitazioni più ripugnanti.

Prima di costruire il proprio paesaggio di Capri, il paesaggio dell’anima sottratto ai luoghi comuni dei pellegrinaggi turistici, La Capria traccia con abilità scrittoria e intenso pathos di partecipazione l’itinerario di alcuni personaggi suggestivi che hanno considerato Capri come scelta di vita da Adelsward Fersen a Krupp, da Norman Douglas ad Edwin Cerio, da Alberto Savinio a Monika Mann.

La selezione dei personaggi vale non soltanto per l’aspetto assertivo delle scelte, ma anche per la sordina posta a più accessibili traguardi privilegiati, in altri contesti da meno esigenti capristi: si pensi ad Axel Munthe, o anche per certi aspetti più ovvi e corrivi, a Curzio Malaparte.

La ricostruzione dei destini di uomini così diversi è fatta con intelligente simpatia e, insieme, con lucido distacco. Nello sfondo della vita di codesti personaggi eccellenti, spesso stranieri, emergono i volti della gente di Capri, i cui bisogni e le cui opzioni lo scrittore interpreta senza perdere mai di vista il paesaggio globale che lo attrae in un modo assai intenso che non è focloristico, bensì problematico attento al destino delle cose, fauna e flora marina, come a quello degli uomini.

Lo scrittore sa combattere con commovente fervore e fedeltà ad una vocazione al racconto che tutta la critica da anni meritamente gli riconosce una battaglia per il riscatto dell’isola e del mare che la circonda che non possiamo non condividere in tutta la sua intensità polemica e la sua sollecita speranza.

Capri e non più Capri è un libro assai bello e ricco che merita l’assenso e il plauso della Giuria.

 

Francesco Biamonti

“Vento Largo”

Editrice Einaudi

Il paesaggio esplorato da Biamonti tocca zone nevralgiche del confine montano che divide l’Italia dalla Francia ed è popolato da gente taciturna la cui coazione d’obbligo, la cui vocazione, misteriosa quanto impellente è l’espatrio e la fuga.

Dall’alto dei monti non si vede costantemente il mare e l’apertura dello sguardo dei fuggiaschi verso di esso costituisce una parentesi liberatoria e insieme una sollecitazione di nostalgie verso un orizzonte altro, soltanto intravisto e sognato.

Attenzione narrativa piena di suggestione Biamonti dedica al mondo delle guide, uomini e donne che, accanto all’abitudine acquisita di non porre mai alla loro clientela misteriosa ed imprevedibile domande superflue sono assai reticenti a rivelarsi, a renderci edotti della loro pena che pure filtra con intensità struggente attraverso lo schermo d’una struttura sofferta ed essenziale che, forse ricorda, pur nella differente vocazione che essa manifesta, il Cassola più contenuto e reticente del “Taglio nel bosco”.

Personaggi come Sabel, Varì, Albert, Virgin ci rivelano un mondo singolare, parte originalissima di un tessuto di invenzioni scrittorie preludio ad una carriera di narratore che ci auguriamo feconda.

 

Stanislao Nievo

“La Balena Azzurra”

Editore Mondadori

Stanislao Nievo ci trasporta con suggestiva expertise di globe-trotter ed esploratore di mari lontani nel Sri Lanka in compagnia di un personaggio affascinante che egli chiama Miriam, un’australiana che si divide tra un’autentica vocazione caritativa rivolta ai bisogni del terzo mondo ed il gusto per la scoperta degli orizzonti marini, indagati con ambizione di precise geometrie e risultati tecnicamente incontrovertibili, ma anche, e contraddistintamene, con intensa fascinazione per i misteri che essi contengono.

I libri di Nievo aldilà di ogni necessitata concessione alla trama e all’opzione romanzesca che non cessa di coinvolgerci, si rivela sempre più come uno strumento di esplorazione e di conoscenza di ciò che è meno ovvio nella vita della grandi popolazioni acquoree, i delfini e le balene, delle loro battaglie per la sopravvivenza, del loro misterioso e pur decifrabile linguaggio.

Al fine della lettura, assai suggestiva rimaniamo ammirati di fronte al fervore di conoscenza che anima la giovane australiana della storia, al coinvolgimento esplorativo dello scrittore altamente meritevole del nostro assenso di amici del mare del più sincero elogio dei lettori.

 

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di Angela Bacciu 03 dicembre, 2015
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