Anno di fondazione: luglio 1989
Riconoscimento personalità giuridica D.M. 19.05.1998
Ministero Università Ricerca Scientifica e Tecnologica

Pic Interreg III a “Balbuzard pêcheur”

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Un nido per il falco pescatore

Dal 25 al 27 ottobre, a San Teodoro, nel quadro del Pic III A Sardegna – Corsica-Toscana, esperti dl Parco Naturale Regionale della Corsica e dell’Icimar hanno proceduto alla realizzazione dei nidi artificiali per la nidificazione del falco pescatore. Al lavoro hanno collaborato la S.p.a. “Stagno di San Teodoro”, l’AMP “Tavolara-Punta Codacavallo” e il Corpo di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna – stazione di Siniscola.

Jean Marie è visibilmente soddisfatto ed ora contempla con occhio esperto l’opera appena conclusa.

Per tre giorni hanno lavorato sodo  lui e i suoi collaboratori, arrampicati sugli scogli di granito in equilibrio precario ma ora i nidi sono pronti; a febbraio, il periodo della cova del “balbuzard”, verranno sistemati i richiami, e se tutto andrà bene, come si spera, almeno qualcuno dei 5 nidi posizionati, verrà occupato.

Durante il lavoro un  balbuzard, forse proveniente dalle coste della vicina Corsica,  ha sorvolato le acque pigre della laguna e il fatto è stato salutato come un segnale di buon auspicio. Il tempo è stato estremamente favorevole, giornate di sole splendido che hanno consentito di realizzare le opere programmate in condizioni ottimali.

Jean Marie Dominici che ha coordinato i lavori per la costruzione dei nidi artificiali, responsabile della Riserva Naturale di Scandula, in Corsica, è oggi uno dei massimi esperti di “Balbuzard pêcheur”, il falco pescatore, a cui ha dedicato anni di  osservazione sul campo e studi. Instancabile,  gioviale, entusiasta, ha coinvolto l’intera squadra in un’operazione nuova che se andrà a buon fine, riporterà il falco pescatore a nidificare sulle coste della Sardegna.

All’operazione “Balbuzard”, che rientra in un apposito progetto europeo, il Pic Interreg III A, di cui è capofila il Comune di San Teodoro ed ha come partner il Parco Naturale Regionale della Corsica, e il Parco della Maremma in Toscana, ha preso parte attiva, oltre all’équipe corsa formata da Jean Marie Dominici, responsabile della Riserva di Scandula – Parco Regionale di Corsica, Paulu  Antone SusiniAffare Auropeane – Parco Regionale di Corsica, Joseph Albertini, Riserva Naturale di Scandula, Jean Baptiste Geromini, Riserva di Scandula, l’Istituto delle Civiltà del Mare di San Teodoro, estensore dell’intero progetto. Hanno prestato la propria collaborazione l’AMP “Tavolara-Punta Codacavallo” che ha fornito un importante supporto logistico, e il Corpo di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna attraverso le guardie della stazione di Siniscola.

I nidi sono stati realizzati con materiale naturale (rami di corbezzolo, erica ecc. e posidonia) appositamente preparato in Corsica dagli uomini del PNRC, e posizionati in siti idonei. Lo scorso agosto c’era stato il sopralluogo effettuato da J.M. Dominici, P. A. Susini, il sindaco del Comune di San Teodoro, Gianni Marongiu e i dirigenti dell’Istituto delle Civiltà del Mare. In quell’occasione furono individuati almeno cinque siti potenzialmente adatti a ricevere i nidi. La scelta finale si è poi ristretta all’area lagunare e a due isolotti in prossimità della costa. Si tratta di zone che possono assicurare  cibo abbondante (condizione essenziale, questa) e un adeguato grado di riservatezza e controllo.

Il Falco pescatore, Pandion haliaetus, è l’unico membro della famiglia dei Falconidae a nutrirsi di pesce. In Gallura, dove era molto diffuso e nidificante, veniva chiamato falcu anghiddhaiu, per l’abitudine di frequentare stagni e paludi e catturare anguille, di cui è voracissimo.

Il Pandion haliaetus è un grosso uccello da preda, che misura fino a 60 cm; ha la regione dorsale quasi completamente nera e bianca la ventrale; la testa è bianca con striscia nera attraverso gli occhi; la coda ha una striscia, le ali sono angolate macchiate di nero nella parte inferiore.

Come si è detto, si nutre quasi esclusivamente di pesci, vive nelle acque marine ma anche in quelle interne e cattura la preda volando sulla superficie dell’acqua ad una quota di circa 60 m e ghermendo la preda con gli artigli.

Nidifica sui dirupi, sugli alberi, talvolta anche al suolo. Il nido è sempre in prossimità delle acque nelle quali pesca. Vive circa 20 anni e di solito forma coppia fissa. Il nido è costruito con rami secchi ed erbe con un lavoro lungo e meticoloso che può richiedere anche due e più anni.

Il Falco pescatore depone da due a quattro uova e l’incubazione viene curata principalmente dalla femmina mentre il maschio ha il compito di rifornire la nidiata di cibo. Le uova si aprono in circa 35 giorni e i piccoli per quattro o cinque settimane vengono nutriti dalla madre con i pesci portati al nido dal maschio. Poi, quando i piccoli sono in grado di stare da soli, anche la madre va a pesca. La mortalità  dei piccoli è alta. I giovani si emancipano e lasciano il nido in genere dopo 8-10 settimane.

Pandion haliaetus è un uccello a rischio: la stolidità di alcuni cacciatori e gli effetti nefasti dei pesticidi, in particolare del DDT, hanno prodotto danni gravissimi e minacciato l’estinzione della specie, che è scomparsa da numerosi paesi. In Sardegna, dove aveva un suo habitat e si riproduceva (nelle nostre zone soprattutto nelle falesie di Tavolara) non è più presente da alcuni decenni. Solo qualche esemplare  in trasferta sorvola talvolta la lagune e le paludi.

In Corsica il Balbuzard pêcheur si è salvato grazie all’opera benemerita degli uomini del Parco della Corsica ed  ora  la colonia è numerosa e in buona salute. Ma  i rischi sono ancora tanti;  il Falco pescatore per vivere e procreare necessita di un areale molto vasto e pescoso. Ed  ecco, allora il progetto Pic Interreg III A in territorio di San Teodoro per  la sua reintroduzione nei mari e negli ambienti umidi dell’isola.

Se il programma andrà a buon fine, e nascerà la nuova prole, si avvierà un intenso programma di monitoraggio e studi molto impegnativi.

Ma questa è una scommessa  che l’Icimar, l’Istituto delle Civiltà del Mare e il Comune di San Teodoro intendono vincere.  (S.G.B.)

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di Angela Bacciu 03 dicembre, 2015
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