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IL RELITTO DI BAIA
SALINEDDA
I fondali di Baia Salinedda sono stati interessati
nel 1991, 1993 e 1994 da prospezioni subacquee condotte dalla Soprintendenza
per i Beni Archeologici per le province di Sassari e Nuoro. Tali ricerche
hanno permesso di localizzare i resti di un relitto e un giacimento
sparso di materiali, in gran parte ceramici ma anche vitrei e metallici.
Dello scafo sono stati individuati, su una superficie di circa m 14,7
x 4, resti di una fiancata divisa in almeno tre parti: il frammento
maggiore (m 4,7 x 1,95) è costituito da nove tavole del fasciame
esterno, sulle quali si conservano le tracce delle ordinate, e un bottazzo;
un altro frammento del fasciame interno, ordinate e fasciame esterno
coprono una superficie di m 2,6 x 2. Per quanto riguarda le dimensioni
si ipotizza, sulla base dei resti conservati, che dovesse avere una
lunghezza di circa m 30. Tra i legni adoperati per la realizzazione
della nave, le specie predominanti sono quelle dei cosiddetti pini mediterranei
(Pinus pinaster, Pinus halepensis vel pinea) utilizzate per il fasciame
esterno e interno dell’imbarcazione, il bottazzo, le ordinate
e gli spinotti da fasciame. La presenza di un campione di ordinata in
ontano (Alnus) rivela però un impiego di legni misti, di resinose
e latifoglie, nell’ossatura. L’uso di altre essenze latifoglie
sembra limitato a elementi di giuntura, e in particolare i tenoni sono
ricavati in legno di quercia sempreverde della sezione Suber e gli spinotti
da ordinata in olivo (Olea europea).
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