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Dall’età
punica all’età romana repubblicana
La testimonianza più antica dei traffici marittimi
lungo la costa di San Teodoro è al momento costituita da un’anfora
greco-italica antica di provenienza campana.
La sua presenza può essere posta in relazione con la città
punica di Olbia il cui porto, a partire dal 350 a.C. circa, è
il più importante della Sardegna settentrionale.
L’isola Proratora, nei pressi di capo Coda Cavallo, poteva costituire
forse l’ultima (o la prima) tappa nella navigazione, a sud di
questa città, lungo la costa orientale.
Le altre anfore esposte, che mostrano in parte l’evoluzione di
questo contenitore fino alla forma classica dell’anfora vinaria
italica, testimoniano la continuità e l’intensificarsi
dei traffici lungo questa direttrice. A esse si affiancano anche anfore
tardo puniche di provenienza cartaginese che provano la vitalità
dei rapporti commerciali con l’Africa Settentrionale.
Oltre al vino le navi romane trasportavano innumerevoli altri beni e,
fra essi, come merce d’accompagnamento, la ceramica a vernice
nera di produzione centro italica e campana che, venduta per questo
motivo a basso costo, presenta una diffusione capillare in tutti i centri
del Mediterraneo, specialmente occidentale.
Testi di Antonio Sanciu e Paola Pala
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