Anno di fondazione: luglio 1989
Riconoscimento personalità giuridica D.M. 19.05.1998
Ministero Università Ricerca Scientifica e Tecnologica

Il Museo del mare

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Origini

Il Museo delle Civiltà del Mare nasce da un’idea dell’ICIMAR – Istituto delle Civiltà del Mare, fondato in San Teodoro nel luglio del 1989, il quale, desideroso di raccogliere memorie del passato e reperti archeologici del territorio, lo inserì tra i suoi programmi prioritari, avviando, a tal fine,  gli  studi preliminari e predisponendo le relative pratiche col ministero competente e con la Soprintendenza Archeologica per le province di Sassari e Nuoro. L’opportunità della costruzione di un’apposita struttura si realizzò più tardi, nel 1995, allorché l’Icimar col GAL Barbagia-Baronie e altri soggetti  pubblici e privati costituì, con la formula “Mari-Monti”, il Consorzio Turistico  per la valorizzazione turistica, economica e culturale dei territori della X Comunità Montana e del Nuorese. In quell’occasione  il Comune di San Teodoro fu scelto come sede dei servizi turistici e culturali dell’intero territorio, e quindi sede di una struttura polivalente che, facendo perno anche sulle capacità e le esperienze dell’Istituto (già conosciute  e apprezzate dalla Comunità  Europea)  fornisse un essenziale sostegno all’iniziativa. Il Comune di San Teodoro si attivò immediatamente mettendo a disposizione un grande lotto edificabile in zona Niuloni, alla periferia Nord dell’abitato e, con finanziamenti Europei e compartecipazione comunale, venne realizzata, in tre lotti successivi, l’ampia struttura del Museo delle Civiltà del Mare, con annessi acquari, e aula didattica. La gestione del complesso fu affidata all’Icimar, promotore delle attività ambientali e culturali del Comune.

Struttura

Il complesso che occupa una superficie di circa 1300 mq. ed è strutturato in tre corpi esagonali attigui, sorge in località Niuloni, nei pressi dell’area portuale, località oggi ancora periferica ma destinata a crescere non appena verrà completato il porto turistico-peschereccio. Il locale adibito a Museo, organizzato e ottimizzato a cura dell’Icimar, consta di una zona ricezione,  di una saletta interna attrezzata, e dello spazio museale vero e proprio suddiviso virtualmente in  zone, secondo una successione cronologica scandita da tre pannelli bifronti che illustrano, con cartografia appositamente realizzata dall’Icimar, la situazione storica del Mediterraneo, della Sardegna e, in particolare, della costa teodorina, nei periodi di riferimento. Un grande grafico, inoltre, descrive e illustra in forma sintetica ma rigorosa, commerci e navigazione nel passato, con particolare riferimento agli scali portuali dell’isola, ivi compreso quello di Coclearia, odierna San Teodoro.

Contenuti

La catalogazione e la sistemazione dei reperti museali sono state predisposte e attuate in stretta collaborazione con la Soprintendenza archeologica di Sassari. Grazie all’interessamento sollecito e intelligente del Soprintendente prof. Nicosia  e al lavoro assiduo e puntuale del dott. Antonio Sanciu e della sua équipe, è stato allestito in tempi brevi un museo non grande ma ordinato, documentato e di sicuro interesse, e che sta pertanto ricevendo sinceri apprezzamenti soprattutto da parte dei visitatori più colti, buon numero dei quali stranieri. L’amministrazione comunale, da parte sua, ha messo a disposizione i mezzi per dotare il museo di teche funzionali ed eleganti, realizzate su disegno dell’Icimar da una ditta artigiana locale. I reperti esposti vanno, in successione, dall’Età Punica all’Età Romana Repubblicana; alla prima Età Imperiale; alla Media Età Imperiale e dal Tardo Antico al Medioevo, mentre sono conservati in apposita teca reperti più recenti (dal 1500 al 1700 circa). Tavole fotografiche a colori illustrano inoltre il relitto della nave romana di Baia Salinédda (sec. III d.C., circa), da cui proviene parte del materiale esposto. La testimonianza più antica dei traffici marittimi lungo la costa teodorina è costituita, al momento, dal frammento di un’anfora greco-italica di provenienza Campana; le altre anfore esposte testimoniano non solo l’evoluzione di questi contenitori nel tempo ma anche l’intensità e la frequenza dei traffici  marittimi lungo il tratto di costa che da San Teodoro va ad Olbia. Sono presenti inoltre anfore tardo puniche provenienti dall’Africa Settentrionale, in particolare da Cartagine, monete puniche della zecca di Sardegna, e un elmo di tipo Montefortino forse appartenente ad un ufficiale delle legioni romane impegnate nella guerra contro Cartagine in Sardegna.

Numerosi sono i reperti relativi all’età imperiale, in particolare ceramiche fini da mensa (sigillate italiche) prodotte in Toscana, e un crogiuolo per la  fusione della galena. Nel museo sono inoltre esposti alcuni ceppi d‘ancora in piombo molto ben conservati, macine, monete dell’età imperiale; altre monete sono in attesa di datazione e catalogazione da parte della Soprintendenza archeologica. Alla Media Età Imperiale risalgono ceramiche da cucinaceramiche fini da mensa (sigillata chiara), anfore. Come è noto, nel sito in cui si estende l’attuale San Teodoro, lungo la strada romana che congiungeva Olbia con Cagliari, sorgeva in età romana,  in prossimità del mare,  il centro abitato di Coclearia, che era anche scalo marittimo di una certa importanza. L’antica Coclearia sopravvisse alla fine del mondo antico e infatti in età bizantina troviamo un edificio di culto dedicato a San Teodoro: l’area cimiteriale bizantina, purtroppo fortemente manomessa, ha restituito corredi poi andati in gran parte dispersi. Il Museo conserva solo quel poco che è stato possibile salvare e recuperare, sufficiente tuttavia a testimoniare la vitalità del centro abitato. Di particolare pregio un tremisse d’oro dell’imperatore Foca, collanine, anelli,  una fibbia in bronzo. Altro materiale risale al periodo giudicale in cui San Teodoro, col nome di Offolle (da cui Ovodè, Oviddè) fu terra del giudicato di Gallura.

All’anno Mille circa sono  da ascrivere, in fine, alcune anfore islamiche perfettamente conservate. Le teche espositive si arricchiranno presto di altri reperti, risalenti soprattutto all’Età Romana  Repubblicana e all’Età Imperiale, alcuni dei quali o in restauro o non ancora catalogati. Verranno inoltre collocati nel museo un grande ceppo d’ancora rinvenuto alla Cinta e conservato attualmente ad Olbia, e due miliari romani che si trovano in campagna. Con una costante opera di sensibilizzazione Icimar e Comune sono certi però di poter recuperare altro materiale archeologico interessante detenuto illecitamente da privati. Tutto il materiale esposto è descritto e illustrato da un adeguato corredo didascalico e inserito, parzialmente, in un piccolo catalogo provvisorio (pieghevole), cui presto seguirà un catalogo generale  la cui compilazione è stata affidata ad esperti della Soprintendenza Archeologica per le province di Sassari e Nuoro.

Come prenotare una visita al Museo?

Tramite i seguenti contatti: +39 0784 866180 – segreteria@icimar.it
Per prenotare visite di gruppo o aperture festive chiamare: +39 347 7256278

Costi biglietto:

Sezione archeologica – ingresso gratuito
Seziona naturalistica e malacologica – € 2,00.

di Angela Bacciu 16 dicembre, 2015
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