Anno di fondazione: luglio 1989
Riconoscimento personalità giuridica D.M. 19.05.1998
Ministero Università Ricerca Scientifica e Tecnologica

L’avvenire della Sardegna nello sviluppo dell’economia marittima

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Federation International Des Droits De L’Homme Organisation non Gouvernementale accréditèe Auprés des Nations Unies Statut B Du Conseil de l’Europe et De L’Unesco (30-31/05 e 01/06/1997)

LEGA ITALIANA Comitato Regionale Sardo

I.CI.MAR Istituto delle Civiltà del Mare San Teodoro

 

PRIMO GRUPPO DI LAVORO: Demanio e Porti.

Relatori: Mastrocola, Pierantozzi, Puddu, Zerilli, Zoppi.

 

SECONDO GRUPPO DI LAVORO: Cantieri – Naviglio.

Relatori: Dott. Pelosi – coordinatore, Ing. Monaco, Dott. Laurenti, Comm. Zerilli, Sig. Cancello, Sig. Inzaina, On. Altea, Sig. Bedogni, Sig. Ghisu.

 

TERZO GRUPPO DI LAVORO: Tutela dell’ambiente marino. Politica dei parchi de delle riserve marine.

Relatori: Prof. Salvatore Brandanu (Presidente Icimar), Dr. Matteo Baradà (Direttore Generala del Ministero dell’Ambiente), Dr. Antonello Zoppi (Università di Cagliari).

La difesa puntuale del territorio presuppone, a monte, una seria e approfondita politica di pianificazione generale finalizzata alla tutela dei valori ambientali. Soprattutto il mare, ultimo recettore di ogni scarico diretto o indiretto, richiede per la sua conservazione una politica di rispetto dell’ambiente terrestre e dell’ambiente marino. Tale politica non può non coinvolgere “in primis” le Regioni quali Enti esponenziali per eccellenza del territorio.

Sotto questo profilo è tempo però che si passi dalle parole all’azione concreta. Poiché la gestione del territorio è interesse precipuo di coloro che vi risiedono, è non solo opportuno ma necessario che gli Enti Locali siano coinvolti in essa al fine di non sentirsi esclusi dalla programmazione del proprio territorio e delle aree marine limitrofe.

Nel rispetto dei distinti ruoli è dunque indispensabile che ha livello centrale vengano elaborati solamente gli indirizzi e le direttive per il coordinamento delle politiche generali sull’istituzione e gestione dell’aree protette, mentre la gestione stessa deve restare “locale” ed esprimere competenze e professionalità locali che siano indice di serietà e di generale consenso anche sotto il profilo ambientalista e scientifico.

Questo gruppo di lavoro ritiene che non sia opportuno continuare a parlare di “riserve marine”, termine che mantiene per numerosi amministratori locali e per gran parte dei cittadini una certa pregnanza negativa, ma che venga d’ora in poi adottato al suo posto il termine “area marina protetta”. Si tratta, infatti, non di un aspetto meramente lessicale ma di una forma adeguata a meglio definire i contenuti effettivi di una vera politica ambientale. Verrebbero così evidenziati non più gli aspetti vincolistici (che creano allarme e preoccupazione tra la gente) ma gli elementi positivi e innovativi della protezione ambientale in chiave di sviluppo sostenibile delle attività socioeconomiche di un determinato territorio.

In tal modo la politica tesa a conservare aree di particolare interesse naturalistico, a tutelare il paesaggio e i beni ambientali in essa presenti è non solo mirata ai fini didattico-educativi ma anche a promuovere un nuovo modo di porsi dell’intera comunità verso temi di valenza generale che saldano gli interessi delle presenti generazioni con quelli delle generazioni future. È questo un rinnovamento della coscienza civile ed un modo di far cultura, premessa indispensabile perché l’imprenditorialità locale sia stimolata a produrre e a progettare opere utili alla crescita socioeconomica del territorio e delle popolazioni, e che, proprio per la loro validità, siano in grado di ottenere i necessari contributi economici non solo da parte delle istituzioni regionali, ma anche da quelle nazionali e comunitarie.

 

QUARTO GRUPPO DI LAVORO: Economia e storia dell’Europa mediterranea.

Relatori: Bandiera, Pinna, Guiso, Ligios, Pinna P., Piredda.

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di Angela Bacciu 03 dicembre, 2015
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