Anno di fondazione: luglio 1989
Riconoscimento personalità giuridica D.M. 19.05.1998
Ministero Università Ricerca Scientifica e Tecnologica

“Civiltà del Mare”

stelle marine

stelle marine

Prendo spunto dall’intestazione di un periodico edito dall’Icimar
del 1990, “Civiltà del Mare”. Dice tutto!
Ci sarebbe da aggiungere tanto, ancora oggi che abbiamo constatato che il mare, il territorio è la nostra ricchezza ma non è “eterno”, bisogna amarlo, conoscerlo e rispettarlo proprio come ogni cosa che ci circonda.

Il Wwf sin da maggio scorso ha avviato una campagna di sensibilizzazione, ora nel momento di maggior afflusso di turisti in Sardegna, con il patrocinio dell’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile (ENAC) che porterà la campagna intitolata “Ladro da spiaggia, portare via la sabbia è un furto” negli aeroporti della Sardegna.

L’immagine della campagna mostra due polsi ammanettati con le mani che trattengonindexo un pugno di sabbia, grazie alla collaborazione di Geasar, Sogaer e Sogeal, verrà diffusa negli aeroporti sardi per sensibilizzare i turisti che arrivano nell’isola.

L’icimar la sostiene, e da anni divulga l’educazione ambientale, all’interno del proprio Istituto con una sezione malacologia dedicata allo studio di fossili e conchiglie, perchè è abitudine considerare tutto ciò che il mare ci mostra come dei souvenir o giochi per bambini nelle vacanze! Apparentemente sembrano dei gesti innocui ma pensate che se tutti prelevassero conchiglie, sabbia o strappassero rami di ginepro, di sabine o estirpassero gigli della sabbia per usi decorativi o praticare il decoupage, una tecnica che fa trend nei negozi di oggettistica, ben presto non sarebbero più recuperabili.
Gesti che ripetuti (quest’anno si conta un picco di presenze pari a 80 mila presenze, dati ancora non definitivi) sarebbe un danno ambientale smisurato, senza contare che le generazioni future non potrebbero più godere della sensazione che si prova nella curiosità di vedere conchiglie o “paguri” sulle rocce.

La campagna dell’Icimar diretta a frenare questa sconsiderata “rapina” parte da lontano e si profonde quotidianamente, in maniera
silente ma costante, per educare gli abituali frequentatori delle sue manifestazioni a diffondere il rispetto per una natura che deve mantenere tutti i suoi messaggi per le generazioni future.

Ed che all’interno della sezione malacologica il patrimonio dell’Istituto si arricchisce anche con il contributo di consapevoli turisti. E’ di pochi giorni fa che una signora in vacanza ha ritrovato abbandonata sull’arenile una “Pinna Nobilis”, uno dei simboli più famosi e più ricercati dei nostri fondali marini. Il gesto di consegnare
all’Icimar il reperto malacologico sta a dimostrare come la cultura di
rispetto per la natura promossa costantemente dall’Istituto delle Civiltà del Mare stia facendo proseliti.

Uno dei piu vergognosi esempi di malcostume invece risale all’agosto del ‘93. Chi non ricorda lo spazio deditartarugacato, addirittura dalla stampa nazionale, all’episodio della tartaruga di granito che a Cala Ghjlgolu faceva mostra di sè e dei giochi bizzarri del mare e del vento, decapitata dall’imbeccillità di occasionali turisti.

Un simbolo della Gallura, perduto per sempre.

Angela Bacciu

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di Angela Bacciu 25 agosto, 2016
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